I nuovi modelli Mercedes avranno versioni sia elettriche sia termiche: “EQ Technology” l’etichetta per i veicoli elettrici, “EQ Hybrid Technology” per i veicoli ibridi plug-in. Si pianifica una quota di veicoli elettrificati del 30% entro il 2027: sia BEV sia PHEV. Con nuove piattaforme, strategie di riduzione dei costi e ingenti investimenti in R&S e produzione. All’interno, un piano di trasformazione dettagliato che include l’introduzione di una Classe E completamente elettrica. Questa iniziativa travolgente, descritta dall’azienda come la sua “più grande campagna di prodotti e tecnologia di sempre”, comprende decine di modelli nuovi o rinnovati la cui uscita è prevista entro il 2027.
Mercedes Classe E: bel cambiamento
L’annuncio di una Classe E elettrica descrive un cambiamento notevole nella strategia di denominazione di Mercedes. Segue il modello stabilito dalla Classe G elettrica, che ha abbandonato la designazione EQ a favore di una chiamata G 580 con tecnologia EQ. Di conseguenza, questa mossa potrebbe segnalare la fine della linea EQE, che non ha soddisfatto le aspettative di vendita, consentendo alla Casa di presentare un nuovo inizio con nuove tecnologie e un nuovo marchio.
Piattaforme separate
Per i loro segmenti principali e di fascia alta, la società svilupperà piattaforme separate per veicoli elettrici e con motore a combustione interna (ICE), sebbene i design sembreranno quasi identici. Questa strategia differisce dal loro approccio con la nuova CLA, che condividerà un’unica piattaforma per le varianti elettriche e ibride leggere. L’azienda spiega che questa decisione consente loro di massimizzare i punti di forza di ogni tipo di propulsore senza compromettere spazio, eleganza o efficienza. Inoltre, l’azienda sta introducendo il suo sistema operativo proprietario, una piattaforma completa chip-to-cloud che debutterà nella nuova CLA. Questo sistema integra vari domini del veicolo, dall’infotainment alle capacità di guida automatizzata.
Strategia di riduzione dei costi e produzione globale
Questi piani arrivano in un momento difficile per Mercedes. I risultati operativi dell’azienda nel 2024 hanno mostrato un calo del 31% a 13,6 miliardi di euro, con margini del segmento delle autovetture in calo dal 12,6% all’8,1%. In risposta, la Stella ha delineato un programma di miglioramento delle prestazioni che include importanti misure di riduzione dei costi. Pur mantenendo i propri stabilimenti tedeschi, l’azienda prevede di aumentare la produzione in sedi con strutture salariali inferiori dal 15% al 30% entro il 2027, con stabilimenti come quello ungherese di Kecskemét che offrono costi inferiori del 70% rispetto alle operazioni tedesche. Il CFO dell’azienda, Harald Wilhelm, ha espresso fiducia nella strategia affermando: “Insieme a una forte sostanza di prodotto e al nostro piano di lancio del prodotto, Mercedes è ben posizionata per ricalibrare il suo punto operativo e tornare a margini a due cifre nel prossimo futuro”.

Problema Cina
Il guaio è la Cina: qui, i marchi locali vendono tanto, quelli classici (come VW) pochissimo, sempre meno. Il piano di trasformazione include anche notevoli investimenti in ricerca e sviluppo, con un’attenzione particolare al Dragone, dove Mercedes gestisce il suo più grande hub di ricerca e sviluppo al di fuori della Germania. L’azienda prevede di sviluppare sette modelli specifici per la Cina e di approfondire i suoi sforzi di localizzazione in questo mercato.